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Usiamo troppo l’auto. Quali incentivi per cambiare?

Nando Pagnoncelli

Grazie per i vostri commenti – e per quelli che verranno. Altre questioni sono state aggiunte a quelle già segnalate (il traffico, i parcheggi e la ZTL, la mobilità alternativa e il trasporto pubblico, la localizzazione dei servizi e i tempi della città, la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie per una mobilità sostenibile, il modo di usare l’auto – carsharing, car-pooling, auto e taxi elettrici…). Oltre ai problemi della nostra città, diversi sono i suggerimenti, le opportunità, le possibilità. Tante proposte si sono riversate nei commenti e vorremmo cogliere l’occasione per discuterne insieme.
Quali sono le possibili soluzioni al problema della mobilità a Bergamo e quali le possibilità o le opportunità da sfruttare per migliorare l’esistente e innescare un processo virtuoso verso una mobilità sostenibile?
Ripartiamo dalla questione dei parcheggi a Bergamo. Dai commenti emerge che ce ne sono pochi, costano troppo, sono lontani dai luoghi di interesse, non sono rispettati i regolamenti, sono mal organizzati e pensati per soste brevi quando potrebbero essere meglio utilizzati per soste lunghe, eccetera.
Tuttavia, Bergamo ha molti parcheggi di interscambio. E nella maggior parte dei casi sono vuoti. Allora perché non bastano? La questione non è solamente la localizzazione: molti sottolineano la difficoltà nel rinunciare all’auto, soprattutto per le carenze del trasporto pubblico. Ma rinunciare all’auto è anche una questione di abitudine, di organizzazione, come altri hanno fatto notare.
E’ stato fatto notare che c’è una differenza fondamentale tra obblighi e incentivi. Allora, quali sono gli incentivi e le buone pratiche per cambiare quest’abitudine, secondo voi? In particolare, quali sono gli incentivi che non penalizzano le fasce deboli della popolazione? E cosa ciascuno di noi potrebbe fare per cominciare ad usare meno l’automobile, per utilizzare al meglio le risorse che già esistono, al fine di rendere Bergamo protagonista di una mobilità più sostenibile?

Nando Pagnoncelli

 

    Commenti totali: 19
  1. 0
    edoardo taschini

    ho letto la richiesta di chiudere TOTALMENTE il centro della città sabato e domenica, secondo me sarebbe un grande errore. Nelle “domeniche verdi” dove non si può utilizzare l’auto se non mi sveglio prima delle 9 di mattina sono bloccato in casa tutto il giorno, posso al massimo chiedere un permesso se faccio attività sportiva. Anche questo è sbagliato, io che risiedo in centro dovrei poter entrare e uscire di casa quando mi pare e riuscire a raggiungere i limiti della città in completa tranquillità. Sennò che senso ha limitare la mia libertà per permettere a quelli che abitano fuori Bergamo di venirsi a fare il giretto a piedi in centro?

  2. 0
    Roberto Vaccarini

    Tanto per cominciare servono più autobus anche la mattina presto.
    Io tutti i giorni mi reco a Milano in pullman e il mezzo parte alle 6.10 dalla stazione, il primo pullman ATB disponibile da Seriate, (linea 1) passa alle 6.30 di conseguenza sono obbligato ad utilizzare l’auto fino a Bergamo. Non uso la bicicletta per due semplici ragioni, alle 6 del mattino ci sono dei pazzi che girano in auto certi che nessuno li fermi e li sanzioni quindi preferisco non mettermi sulla loro strada con un mezzo che troppo spesso viene ignorato dagli automobilisti, secondo una volta arrivato a Bergamo dove lascio tutto il giorno la bicicletta con la certezza di ritrovarla?
    Concordo con l’idea dell’estensione della BiGi anche nei comuni limitrofi che di fatto fanno parte dell’area urbana di Bergamo.

  3. 0
    Alda Paretti

    Bisogna indicare una data CERTA a partire dalla quale le auto non Euro 4 o addirittura più recenti non potranno entrare più in città. Anche tra parecchi mesi, anche un anno, ma CERTA. Poi, incentivi per chi ha auto ibride, ovvero parcheggio gratis. E parcheggi periferici rimessi in funzione serviti da piccoli bus elettrici modello i colectivos che si usano in sudamerica, le cui fermate sono decise tramite rapida consultazione tra chi sale. Sembra una follia, ma funziona. Meglio andar presto e bene VICINO a dove dobbiamo andare che girare come dei maniaci in cerca di un buco e lasciar giù fior di euro. Infine, per gradire: sabato o domenica senz’auto per tutti, così ci si riappropria della città. Utopie? Macché!

  4. 0
    Claudio Cremaschi

    Occorre che il trasporto pubblico diventi realmente competitivo rispetto al mezzo privato, sia sotto il profilo economico, dei tempi, dell’accessibilità.
    a) Economico. Se oggi una persona va in centro per una commissione con l’autobus paga 2,50€ a/r (se si ferma un paio d’ore). Con lo stesso prezzo paga il posteggio, ed è più comodo. Se poi si tratta di due o più persone, non c’è confronto. Ergo, alzare il costo dei posteggi centrali, multare senza pietà chi posteggia in divieto e ostruisce il traffico, e dirottare il ricavato alla riduzione del costo del biglietto. A Bergamo poi la tariffa per 75 minuti mi sembra poco sensata: si potrebbe rendere il biglietto utilizzabile per mezza giornata, in modo da consentire andata e ritorno con un solo ticket.
    b) Tempi. Corsie protette sulle principali direttrici, in direzione centro. Ma non basta, occorre che i semafori diano la precedenza agli autobus, come sulla tramvia, per evitare soste alle fermate e poi di nuovo al semaforo. basterebbe un telecomando in dotazione agli autisti, anche dove le corsie riservate non sono giustificate. Maggior velocità comporta maggior frequenza delle corse,e quindi maggior convenienza nell’uso del mezzo.
    c) Accesso. Revisione delle mappe e delle pallne segnaletiche, spesso illeggibili, soprattutto per chi non conosce la città. Generalizzazione delle fermate coperte con indicazione dei tempi di attesa. Possibilità di fare il biglietto con distributori automatici alle fermate, con sms, o sull’autobus, come in tuta europa, dove è lo stesso conducente a staccare il biglietto: questo almeno nei giorni festivi, e anche nelle ore non di punta.
    Infine, nel medio termine, realizzazione del sistema tranviario su tre linee, come ho suggerito in un altro post.

  5. 0
    Alessandro Adami

    Uno degli ostacoli più grossi allo sviluppo di una mobilità sostenibile a Bergamo, a mio modo di vedere, è la presenza di una vera e propria autostrada che taglia letteralmente a metà la città, chiamata circonvallazione cittadina.

    Attualmente la circonvallazione è utilizzata da tutti quelli che devono attraversare la città da nord a sud: auto, moto e mezzi pesanti che sfrecciano senza alcun controllo in mezzo alle abitazioni generando inquinamento, traffico e rumore. Perché mai uno dovrebbe prendere i mezzi pubblici quando hai un’autostrada sotto casa dove puoi andare a 130 km/h?

    Se la circonvallazione, invece che essere utilizzata per la mobilità su gomma, diventasse il tracciato per la futura tramvia (con a fianco una pista ciclabile e dei parcheggi per auto e bici), oppure un’arteria utilizzabile solo da filobus elettrici, auto elettriche e car-sharing, il traffico a mio avviso si ridurrebbe notevolmente, con conseguente aumento della qualità di vita per tutti i cittadini.

  6. 0
    Paolo Belloli

    Per quanto riguarda la Città Bassa, proporrei:
    1) piste ciclabili (anche se mi pare che a Bergamo – e in altre città italiane – gli spazi siano un po’ risicati);
    2) allargamento delle zone a traffico limitato, creazione di ampi parcheggi (meglio se gratuiti o a poco costosi) alle “porte” della città;
    3) mezzi pubblici frequenti e pensati per portare la gente da questi parcheggi al centro;
    4) un mezzo tipico delle città tedesche è il tram – lo “Straßenbahn” -… sarebbe bello se a Bergamo potessero tornare (anche se sarebbe molto problematico ricostruire una rete tramviaria da zero);
    5) tram elettrici o ibridi;
    6) anche un grosso parcheggio in centro non sarebbe male (qualche tempo fa si parlava della zona della ferrovia vicino alla Malpensata).
    Per quanto riguarda la Città Alta, invece, direi che è l’unica zona in cui le bici si potrebbero usare (quasi) senza problemi e dove, invece, le postazioni di bike-sharing non ci sono… io studio in Città Alta: se potessi prendere la mia bici da Colle Aperto per arrivare fino a Rosate o a Salvecchio, sarei molto felice.

  7. 1
    Mauro Bianchessi

    Parcheggio gratuito alle porte della città per chi prende i mezzi pubblici che però devono essere potenziati per incentivare la gente ad usufruirne. Piste ciclabili e sopratutto potenziare i collegamenti extraurbani , io per andare ad Osio da Paladina senza auto dovrei avventurarmi in un odissea, il lavoro non è solo nelle città .

  8. 2
    oscar magoni

    un sogno… poter usare la bicicletta (anche accompagnare i figli a scuola) senza il rischio di essere investita ogni volta…
    creare piste ciclabili che lo siano nel vero senso della parola e non come ora che spesso sono parcheggi o scorciatoie usate da automobilisti e motociclisti… dovremmo prendere esempio dai paesi nordici, anche per quanto riguarda il senso di civiltà delle persone

  9. 1
    autore

    La mia proposta è quella di sviluppare il bike sharing (BIGI) anche ai comuni limitrofi. Nel mio caso a Torre Boldone (dista solo 4 km dal centro di BG). Se ci fosse un accordo tra Bergamo e Torre Boldone sarebbe l’ideale prendere la bici a torre e depositarla a Bergamo …. E viceversa !! Grazie
    Davide Sala

  10. 0
    Elena Sommariva

    La possibilità per i pendolari di avere un parcheggio custodito, in zona stazione ferroviaria e degli autobus, per le proprie biciclette, di modo da avere meno automobili in giro per la città e meno gente sui (pochi) autobus che vanno in città alta, dove ormai è impossibile respirare.

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