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La città che cambia: le proposte dei bergamaschi

La città che cambia è il tema che ci ha portato ad affrontare un punto centrale come l’Urbanistica.
Particolarmente dibattuto è stato il destino di alcuni grandi contenitori storici in disuso. Il caso principe è quello dei Riuniti, vuoti dopo il trasloco al nuovo ospedale: la richiesta è spazi di natura pubblica, dall’università a spazi per arte e cultura, compresa la nuova sede della Gamec.
Ma sul piatto c’è anche la Montelungo: per l’ex caserma manca un’indicazione forte, stante le difficoltà del momento, ma c’è chi ipotizza una sua parziale demolizione per trasformarla in area verde a collegare i parchi Marenzi e Suardi.
La proposta più provocatoria è comunque quella emersa per Porta Sud: il nuovo stadio.
In generale è però emersa la necessità di una visione a lungo termine sulla città e sui progetti-chiave, che devono essere condivisi e partecipati. E esaminati in un’ottica più ampia di quella del capoluogo, il che riporta al centro il tema della Grande Bergamo, ovvero un diverso rapporrto con i Comuni dell’hinterland che in questi anni hanno registrato un boom di abitanti.

    Commenti totali: 2
  1. 1
    Valentina De Padova

    Penso che i 23.000 metri quadri di superficie della Montelungo non siano uno spazio da ignorare ancora per lungo tempo, tenendo in special modo conto delle numerose possibilità di riconversione che il contesto può offrire. Tramontata la possibilità per l’ex caserma di ospitare la nuova Gamec, l’edificio si è riconfermato luogo simbolo della desertificazione urbana. All’interno della decadente cornice esterna si nasconde, invece, un cortile nel quale si potrebbero ben collocare numerose funzioni a servizio della cittadinanza tutta. Vi suggerisco di seguito un elenco di opportunità raccolte sul blog Bamboo: un cuore verde nella città; un presidio per prodotti tipici, latticini, panetteria; orti urbani e serre; una mensa pubblica; progetti di integrazione sociale giovani/anziani/immigrati; nuovo slancio all’architettura sostenibile, alla bio-edilizia, alla green-economy, alle produzioni DOP/ bio/ km0, alle iniziative didattiche per le nuove generazioni, a nuove forme residenziali per la terza età (dalla casa di riposo alla cascina di benessere), a nuove forme d’impiego socialmente utili (zappare, seminare, raccogliere); integrazione con gli adiacenti parco Caprotti, Marenzi, Suardi, orti di via San ’Tomaso; riqualifica dell’area Palazzetto dello Sport; riapertura/ recupero delle ripe e rogge sottostanti; abbattimento o riconversione della struttura (stalla o mulino urbani? mercato ortofrutticolo?). Tutte ipotesi suggestive e stimolanti che potrebbero fare di questo ex-presidio militare un progetto esemplare, anche in vista della vetrina offerta a Bergamo da Expo 2015. Tutto ciò a patto di un intervento risoluto da parte dell’Amministrazione, che non può ragionare per il solo tempo del suo mandato, ma contribuire a costruire un futuro che vada al di là dei suoi 5 anni. E voi? Avete qualche idea per il futuro della nostra caserma?

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  2. 0
    Irene Perico

    Ieri la Montelungo, oggi l’ospedale: la storia si ripete nel peggio. Ci ritroviamo con spazi anche splendidi del tutto privi di destinazione, e L’Ecolab fa bene a dirlo. La mia proposta è semplice: se proprio non sappiamo cosa farcene, questi edifici tiriamoli giù senza rimpianti. Molto meglio uno spazio vuoto che uno degradato. Una piazza, un’area con panchine, un luogo della e per la memoria.

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