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Tiriamo le somme… Bergamo città «bella»

Una splendida veduta d’epoca di Piazza Pontida verso Sant’Alessandro

Fra le varie tematiche trattate in questi mesi, la discussione su blog ha affrontato anche i temi dell’Arte, della Bellezza e della Cultura: abbiamo parlato di Bergamo come “città bella” dunque. Ci siamo chiesti cosa la nostra città può offrire al mondo e cosa il mondo viene a Bergamo per visitare. Abbiamo intervistato cittadini, turisti, amanti dell’arte o meno, ed ecco cosa abbiamo scoperto:

1. BERGAMO: “Una provincia dalla doppia personalità”
Bergamo pare proprio essere una città dalla doppia identità, contraddittoria nei suoi aspetti più peculiari. L’elenco potrebbe esser lungo: a partire dalla classica distinzione fra “Berghem de sura” e “Berghem de sota” i cittadini descrivono la propria città definendola antica ma anche moderna, culturale ma anche industriale, tradizionale e riservata ma anche accogliente ed innovativa. Bergamo a detta degli stessi abitanti è quindi una realtà eterogenea e forse.. complementare a sé stessa.

2. UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA: “Abbattere la diffidenza per un futuro più consapevole
Il dibattito resta dunque acceso, c’è chi parla di rafforzare le mura a tutela della propria identità locale e c’è chi si batte per portare avanti il desiderio di aprirsi all’esterno e proiettarsi verso l’Europa.
Voi, cosa ne pensate ?

3. LA COMUNICAZIONE: “Promuovere Bergamo a 360 gradi”
Bergamo è una città bellissima, su questo siamo tutti d’accordo, ma i cittadini sono altrettanto convinti che la comunicazione attuale non renda sufficiente giustizia al valore che il territorio invece possiede. Occorre quindi riprogettare una comunicazione che arrivi ben oltre i confini regionali e che metta in luce l’eccellenza bergamasca in tutti i suoi aspetti, a partire dalla storia, attraverso l’arte, per arrivare all’enogastronomia di qualità, al cinema, al teatro, alle bellezze verdi, alla creatività giovanile e imprenditoriale di cui disponiamo.

4. I PERCORSI CULTURALI: “Valorizzare la cultura locale dall’alto al basso”
Bergamo è uno scrigno di tesori che potrebbe attrarre appassionati delle più diverse discipline, disponiamo di una vastissima gamma di cavalli sui quali poter puntare, ma ancora dobbiamo trovare il modo di creare
un’offerta integrata, strutturata in percorsi culturali e tematici, che riesca ad accompagnare il visitatore attraverso la complessità del territorio. Tutto ciò richiede lungimiranza alle istituzioni e capacità di valorizzare e sostenere quel fermento dal basso che troppo spesso passa in secondo piano.

Tirando le somme.. Bergamo è in una fase attiva, creativa.
La città sta iniziando a prendere consapevolezza delle sue competenze e delle sue potenzialità; stiamo facendo i conti con i dati, con i numeri certo, ma anche con le aspettative ed i sogni degli individui singoli quanto della collettività bergamasca. L’occasione stessa della candidatura a capitale europea della cultura 2019 ha attivato nel territorio una gran quantità e qualità di energie propositive che saranno preziosissime sul lungo periodo. Pertanto c’è da tirarsi su le maniche e non lasciarsi scoraggiare.

Sara Maierotti

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